Notizia del dalla Redazione di Liquida
"La Chiesa pagherà l'Ici"
Monti scalfisce il secolare privilegio della Chiesa: gli immobili che ospitano attività commerciali dovranno pagare l'Imu, mentre continueranno ad essere esentati i luoghi di culto. La Conferenza Episcopale l'ha presa bene
Alla corte del Vicepresidente e commissario per la concorrenza della Commissione europea, Joaquin Almunia, Mario Monti ha promesso di presentare un emendamento in merito all'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili riservata agli enti non commerciali. In parole povere, anche la Chiesa dovrà fare i conti con l'Imu, l'imposta che ha assorbito l'Ici.
"L'esenzione dall'Imu per la Chiesa fa riferimento solo agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un'attività non commerciale. L'emendamento annunciato abrogherà norme che prevedono l'esenzione a immobili dove l'attività commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente".
Nel caso dunque di immobili ad attività mista la Chiesa pagherà l'Imu solo per la frazione commerciale. La Cei rimane in attesa di ulteriori dettagli per poter esprimere un giudizio completo, ma tramite il portavoce monsignor Domenico Pompili ha fatto sapere che apprezza il chiarimento e le distinzioni, e ha auspicato che
"Sia riconosciuto e tenuto nel debito conto il valore sociale del vasto mondo del no profit".
Ma quanto valgono le imposte sugli immobili della Chiesa? La questione è controversa: si è parlato di cifre che vanno dai 500-700 milioni stimati dall'Anci ai 2,2 miliardi stimati dall'Ares, l'Associazione ricerca e sviluppo sociale; anche secondo stime non ufficiali dell'Agenzia delle entrate, si tratterebbe di un potenziale introito di due miliardi di euro all'anno.