Cucinare invece di comprare cibi già pronti, coltivare direttamente gli ingredienti base e pianificare i propri consumi: sono questi i cardini su cui si muove il decalogo Coldiretti della spesa intelligente. Se l'aumento del prezzo della benzina ha svuotato il carrello del 2% degli acquisti, per rimpolparlo bisogna stare attenti ai seguenti punti:
1) Pianificare la spesa. Pianificare la spesa pensando prima ai prodotti che si intendono acquistare e individuare poi attentamente prezzi e offerte nei diversi punti vendita. Il prezzo di un litro di latte da un negozio all'altro può variare del 50%.
2) Scegliere prodotti locali e di stagione. Permette di ridurre l'inquinamento e l'aumento di prezzo causati dai trasporti e di mangiare prodotti più freschi.
3) Preferire prodotti sfusi. Le confezioni incidono fino al 30% sul prezzo di vendita degli alimenti.
4) Ridurre gli intermediari. Coldiretti suggerisce di acquistare direttamente dagli 878 mercati degli agricoltori di Campagna Amica, ai quali si aggiungono 3.972 aziende agricole, 670 agriturismi, 163 botteghe per un totale di 5.683 punti vendita di campagna Amica.
5) Coltivare un piccolo orto. Non servono grandi appezzamenti di terra per produrre aromi, frutta o verdura di prima necessità, e la pratica va sempre più diffondendosi.
6) Preparare in casa pane, pasta, yogurt, conserve e confetture.
7) Non sprecare. Ovvero stare attenti alal data di scadenza e utilizzare gli avanzi per inventarsi nuovi piatti.
8 ) Riscoprire le ricette della nonna. Il passato culinario italiano è fatto di ricette estremamente semplici capaci di rendere alimenti poveri altamente nutritivi.
9) Fare gruppi d'acquisto. In Italia sono ci circa 800 gruppi di acquisto solidale (Gas), un numero raddoppiato rispetto a tre anni fa.
10) Più tempo ai fornelli. Contrastare il boom di costosi piatti già pronti spendendo più tempo a cucinare.
Sono questi i trucchi di Coldiretti. Lo studio è stato portato a termine, sulla base di una indagine Swg, che sottolinea che in Italia la tavola è una componente determinante della spesa familiare e con 467 euro al mese assorbe ben il 19% delle risorse.