Notizia del dalla Redazione di Liquida
Adotteresti lo SCEC al posto dell'Euro?
Se l'Euro traballa e il portafogli si svuota troppo velocemente c'è chi corre ai ripari adottando monete alternative come lo SCEC (acronimo di Solidarietà ChE Cammina)
Mentre l'Euro traballa, vittima dell'incertezza economica che agita alcuni paesi europei, e Commissione e Banca centrale europea stanno lavorando a uno scenario di emergenza nel caso in cui la Grecia esca dalla moneta unica, c'è chi si organizza con monete alternative o complementari a quella corrente.
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È il caso dello SCEC - acronimo di Solidarietà che cammina - che altro non è che una banconota in circolazione in diversi tagli, con la funzione di un buono sconto.
In Italia, l'esempio più diffuso è quello dell' Arcipelago Scec, il sistema di sconti partito a Napoli nel 2007. Il modello è semplice: agli associati viene consegnato un buono da 100 SCEC da spendere all'interno del circuito. Ci si potrà ovviamente rivolgere ai solo esercenti che hanno sposato il progetto e che accettano di abbassare il cartellino del loro prodotto del 20-30%.
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La moneta alternativa serve a coprire la percentuale scontata mentre e il resto si paga in Euro.
"È un riduttore di prezzo che vale in tutti quegli esercizi che la riconoscono", spiega Pierluigi Paoletti, presidente di Arcipelago SCEC. "Va sempre accompagnato all'euro. Il negoziante che lo accetta batte lo scontrino solo sul prezzo in euro. Lo SCEC - sottolinea Paoletti - acquisisce valore quanto più elevato è il numero di persone che si associano: in questo modo il fruttivendolo che ha incassato la cartonota acquisterà la merce da quei fornitori che riconoscono lo SCEC, oppure andrà in una pizzeria della capitale dove la cartonota è accettata"
Gli SCEC sono stampati in carta semplice e in diversi colori a seconda del tagli della banconota-buono sconto e su ognuno è riportata una frase significativa.
Si va dal mezzo SCEC in rosa con l'immagine di un granello di sale e la scritta "La moneta è un mezzo" a quello di valore doppio in arancione con la frase "Al sole non serve un soldo" accanto a una pepita d'oro. E poi quello da due, in blu come l'acqua, che "acquieta la sete – si legge sul buono – e non si acquista". Per salire ai tagli più grossi, quello da dieci in verde con una spina di grano e la frase "La terra è un dono, il denaro a debito un disonore" e quello da venti, in marrone, riconoscibile dalla pianta di caffè e la scritta "Signore e signori il signoraggio s'ignora".