Notizia del dalla Redazione di Liquida
Decreto Sviluppo: ecco cosa cambierà
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al pacchetto di misure anti-crisi proposto da Monti: tra le novità introdotte ci sono tagli ai ministeri, bonus sull'edilizia e l'esenzione dell'Imu
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61 articoli in 70 pagine: ecco il testo del Decreto Sviluppo, approvato venerdì dal Consiglio dei Ministri dopo giorni di discussioni in aula e di indiscrezioni. Il premier Monti ha definito il provvedimento "corposo e organico" orientato "crescita e alla riduzione del peso dello Stato". Una visione condivisa anche dal ministro Passera che parla dei "Molti interventi strutturali e, soprattutto, interventi per favorire l'occupazione".
Un provvedimento che, come spiegato ancora da Passera, mira a sbloccare 80 miliardi di euro tra investimenti e risorse.
Tra le principali novità c'è l'istituzione di un Piano Casa per rilancio dell'edilizia, che mira al riavvio di medi cantieri: "Ci sarà la possibilità di dedurre il 50% delle spese sino a 96 mila euro" - spiega il ministro dello Sviluppo.
Arriva anche l'esenzione dell'Imu per un periodo non superiore a tre anni dall'ultimazione dei lavori, degli immobili delle imprese (il magazzino) fabbricati costruiti e destinati alla vendita.
Novità anche per chi lavora: con l'introduzione del credito di imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato. L'aliquota del beneficio è pari al 35% delle spese aziendali.
Passera ha poi presentato personalmente il fondo per la crescita sostenibile: "avevamo 43 leggi di incentivazione che sono state bloccate, interrotte e sono state recuperate parecchie centinaia di milioni, oltre 2 miliardi per il Fondo per la crescita sostenibile".
E sulla green economy? "I decreti per l'incentivazione all'energia rinnovabile elettrica che saranno pubblicati a breve - ha puntualizzato il ministro per lo sviluppo economico - sosteranno fortemente gli investimenti. Prevediamo infatti nei prossimi 8 anni quasi 200 miliardi di euro investiti nel settore, sia nei comparti più tradizionali, come le reti gas ed elettriche, i rigassificatori e l'estrazione di idrocarburi, sia nella cosiddetta 'green economy".